La Storia 1

Il primo capitolo di questa storia si svolge in una scantinato di Vicolo della Pace, di proprietà della famiglia Accursi. È lì che Ezio Triccoli, al rientro dalla prigionia in Sudafrica, tiene le sue prime lezioni di scherma su invito di due studenti, Plinio Accursi e Luigi Fossa Margutti.
Il seme è stato gettato e nel 1948 dà il primo frutto. Il maestro Triccoli ottiene dal sindaco di Jesi Pacifico Carotti e dal Provveditorato agli studi la concessione della palestra Carducci. Due ore di lezione, gratuite, dalle 18 alle 20. Nasce il Gruppo Schermistico Jesino che contava allora otto iscritti. Due anni dopo, nel 1950, arrivano le prime gare ufficiali. «Triccoli voleva creare un gruppo con radici forti – raccontava qualche anno fa Carlo Fossa Margutti, fratello di Luigi – Da una parte era meticoloso e severo nell’insegnamento, dall’altra cercava un dialogo, scherzava, rideva, in modo da plasmare un ambiente che potesse costituire un richiamo per il maggior numero di ragazzi».
Una grana inattesa arriva però alla svolta degli anni ’50. Un manifesto di genitori e insegnanti invita a boicottare la scherma perché renderebbe i ragazzi scoliotici. Per superare l’impasse servirebbero conoscenza e competenza, che si materializzano nel ’53 con la nomina a medico condotto di Santa Maria Nuova (a pochi chilometri da Jesi) di Ignazio Cangemi, grande schermidore del periodo bellico. La sua presenza in palestra, a Jesi, anestetizza i timori e regala tre titoli regionali di fioretto e spada. La scherma è però una disciplina povera, insidiata dal boom degli sport di squadra. Alla fine degli anni ’50 il numero degli iscritti si contrae in maniera preoccupante e il Gruppo è costretta a trasferirsi nel teatrino delle Acli e dare l’addio della palestra Carducci. Nasce l’Us Acli Scherma Jesi. È il 1961.

Sono gli anni pioneristici delle trasferte frugali, dei primi titoli regionali e dei primi campionati italiani di categoria. «L’agonismo tra di noi non mancava, ma non ci sono mai stati screzi e l’invidia non esisteva – racconta un allievo di quegli anni, Angelo Macchi – Il merito era di Triccoli. Io lo sentivo il suo piacere di insegnare, la sua umiltà, la sua disponibilità. Il seme dei grandi successi è stato piantato allora».
Nel 1961 Triccoli si laurea ufficialmente maestro di scherma. Si succedono tre presidenti in pochi anni: Gerardo Ramini, Rolando Bonjean e Angelo Romagnoli. Nel 1964 la presidenza viene affidata al maestro elementare Lamberto Magini, consigliere comunale della Dc, che nel 1966 avvia le pratiche per la costruzione della palestra della scherma. Nello stesso anno arriva il primo tricolore della storia schermistica jesina: Luigi Lenti vince a Roma il titolo italiano allievi di spada. Presto sarà il fioretto a salire sul podio delle categorie giovanili, con Antonio Novelli, Maria Cristina Triccoli, Gabriella Fracassi, Annarita Sparaciari e Susanna Batazzi. Il 1973 segna l’apertura del Palazzetto di via Solazzi e l’arrivo del maestro Giulio Tomassini chiamato dalla Federazione ad affiancare Ezio Triccoli.
Jesi è ormai salita agli onori della cronaca schermistica. Nel 1975 arriva il primo trionfo internazionale con l’argento di Susanna Batazzi ai campionati mondiali “giovani” di Città del Messico. E sempre nel 1975, la società assume la denominazione di Club scherma Jesi. Nel 1976 a Montreal, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la squadra azzurra di fioretto femminile è composta interamente da atlete dello stesso club. Susanna Batazzi e Doriana Pigliapoco come titolari, Annarita Sparaciari come riserva in patria. Nel 1980 alle Olimpiadi di Mosca, 5° a squadre. Le tre più Marina Montelli regalano a Jesi, nello stesso anno, il titolo italiano di fioretto a squadre.

La Storia 2

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