I trionfi del fioretto

ATENE 2004

Il 18 agosto 2004 è una data scolpita negli annali delle Olimpiadi.
Per la prima volta due atlete cresciute nella stessa società si confrontano per l’oro in una competizione olimpica. Sulla pedana del palazzetto Helleniko di Atene Valentina Vezzali e Giovanna Trillini si sfidano per l’oro individuale nel fioretto.
In quel pomeriggio memorabile attesero quasi due minuti e mezzo per affondare il primo colpo. Un’eternità per il fioretto, dove tutto è velocità, parate e risposte. Si temevano e si rispettava e non volevano lasciare il fianco scoperto all’avversaria. Tensione e glaciale determinazione. Volevano entrambe entrare nella leggenda ma volevano farlo entrambe con la medaglia d’oro al collo. C’è riuscita la Vezzali, che così ha eguagliato il record dell’ungherese Elek, due volte campionessa olimpica nel fioretto a Berlino ’36 e a Londra ’48.
Quel giorno, ad Atene, erano in 24 a contendersi il titolo. La Vezzali e la Trillini iniziarono la loro marcia agli ottavi di finale. Si sbarazzarono delle loro avversarie con punteggi netti: 15-5 e 15-2 rispettivamente. Nei quarti la Vezzali sconfigge la temibile francese Adeline Wuilleme, implacabile giustiziera della Granbassi per 15 a 8, mentre la Trillini si impone sull’ungherese Gabriella Varga (oro agli europei 2003) per 15 a 11.
In semifinale una Trillini tonica e determinata ha la meglio su un’altra ungherese, Aida Mohamed, con un eloquente 15 a 7. La bionda Sylwia Gruchala diede invece più di un grattacapo alla Vezzali. La polacca si portò addirittura sul 12 a 12, innescando a quel punto l’irresistibile reazione dell’azzurra che chiuse sul 15 a 13. Ecco l’atteso derby in finale. In quel pomeriggio di agosto c’erano più di 4 milioni di italiani incollati davanti al video, oltre il 40% di share. Le due compagne di stanza ad Atene si studiano nelle prime fasi della finale. L’inerzia del match pende a favore della Trillini che con un forcing irresistibile si porta sul 4-1. Ma la Vezzali si scrolla di dosso il peso del pronostico e inizia a rosicchiare punto su punto portandosi sul 5 a 5. Da lì è la Vezzali a prendere le redini della partita: attacca, va a segno e si porta sul 10 a 7, prima di chiudere sul 15 a 11. È oro per la Vezzali, argento per la Trillini. Leggendario.

PECHINO 2008

L’11 agosto 2008 Valentina Vezzali si è confermata campionessa olimpica di fioretto. E’ la terza volta consecutiva, un record. Per ottenerlo ha battuto in finale la coreana Hyun Hee Nam con il punteggio di 6-5. Un match tiratissimo deciso solo all’ultima frazione grazie a due stoccate messe a segno negli ultimi 30 secondi di gara. Sfortunata Giovanna Trillini uscita in semifinale con la coreana e poi battuta nella finalina da Margherita Granbassi.
Valentina Vezzali ha trionfato nella finale più difficile. Avanti per tre a zero, viene raggiunta sul tre pari dalla coriacea Nam. La Vezzali si riporta avanti ma va sotto a meno di un minuto dalla fine per via di una stoccata contestata. La campionessa olimpica si ricompone, graffia la tuta della Nam con un colpo fulmineo e si riporta sul 5 pari. Mancano pochi secondi, l’overtime sembra inevitabile ma la voglia di vincere le regala quell’ultima decisiva stoccata a 4 secondi dalla fine. È oro, il terzo, un’impresa che non era riuscita mai a nessuna fiorettista. Con questa vittoria il Club scherma Jesi incrementa il proprio bottino di medaglie olimpiche, giunto ormai a quota 16, di cui ben 11 d’oro.
Qualche giorno prima della finale a “La Stampa” Valentina Vezzali aveva dichiarato: “Penso che nessuno abbia vinto tre Olimpiadi perché aveva mollato con la testa: un campione non molla mai”. Detto fatto.

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